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Come si discrimina?

La forma di razzismo più frequente è il razzismo verbale, che colpisce le persone nella vita quotidiana. Altre forme, come le aggressioni fisiche, tendono invece a diminuire. Difficili da rilevare sono per contro la portata e le ripercussioni del razzismo strutturale. L’elevata cifra sommersa di casi rende inoltre ancora più complicato farsi un quadro preciso della situazione.

L’illustrazione raffigura una giovane donna che abbassa lo sguardo. Le nuvolette vicino a lei simboleggiano le aggressioni verbali cui è esposta.

Le forme di razzismo rilevate variano secondo la fonte. Per agevolare il confronto, il grafico seguente raggruppa categorie comuni a diversi rapporti (per la classificazione: «Fonti e metodi». I dati del grafico sono tratti dalle tabelle seguenti: Valutazione del SFM dei casi registrati e delle segnalazioni per tipo di discriminazione, xlsx, in tedesco).

Selezionare la fonte di dati nel menu a destra. Passare con il cursore del mouse sul grafico per visualizzare il numero di casi all’anno.

Le cifre complessive indicate nel grafico si riferiscono alle menzioni dei diversi tipi di discriminazione razziale nelle rispettive fonti. Poiché diversi tipi di discriminazione razziale possono sovrapporsi in un unico caso (ad es. razzismo verbale e danneggiamento), il totale è superiore al numero totale di casi segnalati per fonte.

Nelle fonti considerate dal grafico, il razzismo verbale è di gran lunga la forma di razzismo più diffusa: si manifesta soprattutto nella vita quotidiana ed è la più facile da riconoscere. Dal punto di vista statistico, il livello di diffusione del razzismo verbale resta costantemente elevato nel corso degli anni. Soltanto la Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo GRA, dopo un picco registrato nel 2009, rileva un continuo calo del razzismo verbale.

Dai casi di razzismo trattati nell’attività di consulenza (DoSyRa) emerge che sono vieppiù identificate come tali anche forme di razzismo più sottili e di natura tendenzialmente strutturale. Aumentano i casi classificati nella categoria «Svantaggio e discriminazione», così come gli episodi registrati nella cronologia della GRA. Nel complesso, tuttavia, non vi è una tendenza univoca. Nella raccolta di casi giuridici della Commissione federale contro il razzismo CFR i casi penali ascrivibili alla categoria «Svantaggio e discriminazione» continuano ad attestarsi a un livello basso (per la classificazione: «Fonti e metodi»).

Dopo un lungo periodo di calo, dal 2020 circa si registra nuovamente un aumento degli attacchi all’integrità fisica e dei raduni di estrema destra. Questi ultimi suscitano soprattutto l’attenzione dei media. I danneggiamenti quale atto di discriminazione razziale sono piuttosto rari.

In molte fonti è rilevato un calo di scritti, materiale, lettere ed e-mail con contenuti razzisti (per la classificazione: «Fonti e metodi»). Soltanto la cronologia della GRA e, in misura minore, la Federazione svizzera delle comunità israelite FSCI rilevano un aumento degli scritti razzisti. Nella raccolta della CFR i casi si attestano a circa un quarto.

Nell’indagine intermedia sulla convivenza in Svizzera condotta nel 2023 e focalizzata sull’esperienza di discriminazione (razziale) è stato chiesto per la prima volta alle persone interpellate come questa si manifesti. Stando ai dati rilevati, rientrano tra le forme più frequenti di discriminazione razziale citate l’esclusione, l’indifferenza, lo scherno, la violenza verbale, le minacce e il mobbing – forme che a volte sono più difficili da individuare, ma che sono più frequenti nella vita quotidiana.

Nell’illustrazione si vedono diverse persone: tre formano un gruppo, altre due persone si prendono gioco di qualcuno e una giovane donna guarda per terra. Vengono inoltre indicati in ordine decrescente i diversi tipi di discriminazione rilevati nell’indagine intermedia sulla convivenza in Svizzera condotta nel 2023: 47 % beffa, scimmiottamenti; 41 % esclusione, mancata considerazione; 41 % violenza verbale, offesa, minaccia; 38 % mobbing, insinuazioni, informazioni taciute; 19 % rifiuto di erogare un servizio, diritto negato; 19 % altro, 16 % profiling razziale; 9 % messaggi d’odio; 7 % violenza fisica.

Maggiori informazioni

Sito web del SLR

Quanto spesso si discrimina?

Il tasso di discriminazione razziale documentato è in aumento. È quanto emerge dalle indagini, dai casi trattati dai servizi di consulenza e dai casi giuridici.

Chi si discrimina?

Per svariate ragioni, è difficile tracciare un quadro preciso delle persone discriminate. La loro nazionalità, il sesso, l’età o altre caratteristiche forniscono tuttavia degli indizi.

Dove si discrimina?

La discriminazione razziale si manifesta negli ambiti più diversi. Poco importa che la si subisca sul lavoro o nella vita notturna: la discriminazione lascia sempre il segno.

L’illustrazione raffigura due uomini e una donna in atteggiamento di rifiuto o addirittura di minaccia. Rappresentano persone che ne discriminano altre per motivi razziali.

Chi discrimina?

È difficile farsi un quadro preciso degli autori di discriminazione: o non vengono rilevati dati, oppure questi ultimi sono confidenziali. Qualche indizio emerge dall’analisi dei reati.

L’illustrazione raffigura un uomo bianco anziano seduto su una panchina. Intorno a lui vi sono persone che rappresentano la diversità: un giovane in bicicletta saluta una persona nera alla finestra della sua cucina. Una donna che indossa il velo tiene per mano sua figlia.

Atteggiamenti

Nazionalità, appartenenza etnica, religione, lingua, colore della pelle: molte persone sono infastidite dalla diversità. Ma molte di più ritengono che la discriminazione razziale sia un problema serio.