Passare al contenuto principale

Chi discrimina?

A entrare in conflitto con le autorità giudiziarie per possibili violazioni della norma penale contro la discriminazione sono soprattutto uomini di età compresa fra 35 e 59 anni.

L’illustrazione raffigura due uomini e una donna in atteggiamento di rifiuto o addirittura di minaccia. Rappresentano persone che ne discriminano altre per motivi razziali.

I dati analizzati forniscono poche informazioni sul profilo degli autori di discriminazione razziale. Indicazioni sistematiche provengono dalla Statistica svizzera delle condanne penali SUS e dalla Statistica criminale di polizia SCP dell’Ufficio federale di statistica, così come dalla raccolta di casi giuridici della Commissione federale contro il razzismo CFR:

Selezionare il criterio sopra il grafico e la fonte di dati nel menu a destra. Passare con il cursore del mouse sul grafico per visualizzare i valori annui.

Dall’analisi delle fonti emerge che, tra gli autori di reati, gli uomini svizzeri sono chiaramente sovrarappresentati. In termini di età, il numero di autori minorenni era in calo da lungo tempo, ma negli ultimi anni ha ripreso a crescere. Questi dati si riferiscono tuttavia unicamente alle persone che entrano in conflitto con la polizia e la legge, motivo per cui non è possibile trarre conclusioni chiare sul razzismo quotidiano e sul razzismo strutturale.y

Nelle tabelle seguenti sono riportati i dati per i grafici (solo in tedesco) : Valutazione del SFM dei reati penali in base alle variabili socio-demografiche, xlsx.

L’illustrazione raffigura un uomo che ascolta, concentrato, la sentenza del tribunale, rappresentata dal colpo di martello di un giudice.

La raccolta di casi giuridici della CFR è una banca dati delle decisioni e sentenze emesse dai diversi organi giudiziari svizzeri in applicazione della norma penale contro la discriminazione; può essere analizzata anche in base agli autori degli atti di discriminazione razziale.

In quasi due terzi dei casi, gli autori sono persone private. Gli atti che coinvolgono attori politici, giovani, fornitori di servizi, professionisti dei media, attori collettivi, servizi pubblici o l’esercito sono rari. I casi che si verificano nell’ambito del lavoro, dell’alloggio, della salute o della scuola non vengono analizzati, perché il loro numero è esiguo. Per diverse ragioni, le persone vittima di discriminazione spesso preferiscono altre soluzioni ai procedimenti penali.

Inoltre, i dati analizzati non forniscono informazioni su chi commette atti razzisti o discriminatori nella vita quotidiana o in altri ambiti. Per maggiori informazioni sul contesto e sui motivi della discriminazione razziale: «Atteggiamenti».

Maggiori informazioni

Sito web del Servizio per la lotta al razzismo

Quanto spesso si discrimina?

Il tasso di discriminazione razziale documentato è in aumento. È quanto emerge dalle indagini, dai casi trattati dai servizi di consulenza e dai casi giuridici.

Chi si discrimina?

Per svariate ragioni, è difficile tracciare un quadro preciso delle persone discriminate. La loro nazionalità, il sesso, l’età o altre caratteristiche forniscono tuttavia degli indizi.

Dove si discrimina?

La discriminazione razziale si manifesta negli ambiti più diversi. Poco importa che la si subisca sul lavoro o nella vita notturna: la discriminazione lascia sempre il segno.

L’illustrazione raffigura una giovane donna che abbassa lo sguardo. Le nuvolette vicino a lei simboleggiano le aggressioni verbali cui è esposta.

Come si discrimina?

Attacchi verbali, scritti diffamatori, discriminazioni strutturali o addirittura aggressioni fisiche: la discriminazione razziale ha molte facce.

L’illustrazione raffigura un uomo bianco anziano seduto su una panchina. Intorno a lui vi sono persone che rappresentano la diversità: un giovane in bicicletta saluta una persona nera alla finestra della sua cucina. Una donna che indossa il velo tiene per mano sua figlia.

Atteggiamenti

Nazionalità, appartenenza etnica, religione, lingua, colore della pelle: molte persone sono infastidite dalla diversità. Ma molte di più ritengono che la discriminazione razziale sia un problema serio.