Quanto spesso si discrimina?
Il tasso di discriminazione rilevato in Svizzera è nettamente aumentato. A questo si aggiunge che il numero di casi sommersi è probabilmente elevato. Combinando diverse fonti si può tracciare un quadro generale del razzismo e della discriminazione razziale.
Il grafico illustra la quota della popolazione che dichiara di aver vissuto esperienze di discriminazione razziale, una quota quasi raddoppiata negli ultimi 14 anni (fonte: indagine sulla convivenza in Svizzera CiS). Oltre che all’indagine CiS, nel seguito ci riferiremo a tutti i casi di discriminazione razziale identificati, censiti e resi pubblici in Svizzera tra il 2010 e il 2024. La CiS non è l’unica indagine a rilevare un incremento della discriminazione razziale: anche i servizi di consulenza registrano da anni una continua crescita dei casi. Sono inoltre in aumento le violazioni della norma penale contro la discriminazione e l’incitamento all’odio (art. 261bis CP).
La cifra sommersa è elevata
I casi di discriminazione razziale sono tuttavia ben lungi dall’essere tutti segnalati o registrati. A questo si aggiunge che il razzismo strutturale è molto difficile da dimostrare e non può dunque essere rilevato in modo completo in tutti gli ambiti della vita (per maggiori informazioni: Fonti e metodi). Ma la discriminazione razziale sta davvero crescendo? O è semplicemente segnalata e registrata più spesso, ossia è diventata complessivamente più visibile? I dati disponibili non rispondono a questa domanda. Da parte nostra, riteniamo che negli ultimi anni non sia migliorata soltanto la percezione della discriminazione razziale, ma anche la sua comprensione – non da ultimo in parte grazie alle attività di sensibilizzazione di Cantoni, Città e organizzazioni della società civile. Il contesto geopolitico attuale può inoltre condurre a una polarizzazione più marcata e a un aumento del numero dei casi.
Discriminazione razziale
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Nel 2020 l’indagine CiS ha registrato, con il 19 %, il valore più elevato della discriminazione razziale dall’inizio delle rilevazioni (2010). Questo significa che, nel 2020, un numero di persone mai così elevato ha dichiarato di essere stato discriminato negli ultimi cinque anni. Nel 2022 il valore è sceso al 17 %, rimanendo invariato nel 2024.
I dati del grafico sono tratti dalla tabella seguente: Indicatore UST sull’esperienza di discriminazione razziale, xlsx, in tedesco.
Casi trattati dai servizi di consulenza ed episodi segnalati
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Nel 2024 il numero di casi trattati dalla Rete di consulenza per le vittime del razzismo ha continuato a registrare un netto aumento (rapporto di valutazione 2024 della banca dati DoSyRa). Anche la Federazione svizzera delle comunità israelite FSCI, in collaborazione con la Fondazione contro il razzismo e l’antisemitismo GRA, e il Coordinamento intercomunitario contro l’antisemitismo e la diffamazione CICAD rilevano gli episodi segnalati o resi pubblici. Dal 7 ottobre 2023 tutte e tre le organizzazioni registrano un netto incremento sia dei casi offline che di quelli online (rapporto sull’antisemitismo, rapporto CICAD). Secondo la FSCI, questa crescita è da ricondurre anche all’impiego, dal 2024, di un software che consente di ricercare contenuti pubblici su social media, in aree dedicate ai commenti e siti web secondo determinate parole chiave e di stabilire se provengono dalla Svizzera. Una volta identificati, la FSCI verifica ogni singolo contenuto valutandolo in base alla definizione dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto IHRA. Poiché questa nuova metodologia consente di rilevare un maggior numero di casi, non è più possibile un confronto con gli anni precedenti.
Il CICAD registra da anni un aumento degli episodi di antisemitismo, accentuatosi nuovamente in seguito al 7 ottobre 2023. Numerose segnalazioni riguardano lo spazio digitale; la classificazione viene effettuata conformemente alla definizione dell’IHRA. Nel 2022 il CICAD ha esteso il proprio monitoraggio a ulteriori piattaforme online quali Telegram e VK, rilevando così un numero ancora più elevato di casi.
La cronologia della GRA mostra che nei primi anni 2000 sono stati resi pubblici più casi di razzismo ed estremismo, la cui visibilità è poi calata progressivamente. Dall’inizio del movimento «Black lives matter», durante la pandemia e in seguito al 7 ottobre 2023 i casi resi pubblici hanno ripreso a registrare un netto aumento (rapporto sul razzismo GRA).
I dati del grafico sono tratti dalla tabella seguente: Valutazione del SFM sui casi di consulenza e sugli episodi segnalati, xlsx, in tedesco.
Denunce e decisioni penali e altre azioni legali
Selezionare la fonte di dati nel menu a destra e passare con il cursore del mouse sul grafico per visualizzare il numero di denunce e decisioni penali e di altre azioni legali.
Nella Statistica criminale di polizia SCP aumenta il numero delle persone accusate e dei reati registrati in virtù della norma penale contro la discriminazione (art. 261bis CP). Nella Statistica delle condanne penali SUS, tuttavia, il numero di condanne resta basso. I casi giuridici raccolti e le condanne registrate nella banca dati della Commissione federale contro il razzismo CFR sono in costante crescita. La raccolta della CFR comprende anche assoluzioni e decisioni formali, come pure episodi concernenti il diritto penale minorile.
I dati del grafico sono tratti dalla tabella seguente: Valutazione del SFM di accuse, denunce e decisioni penali, xlsx, in tedesco.
Il grafico riporta tuttavia soltanto casi concernenti il campo d’applicazione della norma penale contro la discriminazione e l’incitamento all’odio a causa della «razza», dell’etnia o della religione (l’orientamento sessuale è volutamente tralasciato), ovvero episodi di razzismo di una certa gravità che sono stati oggetto di procedimenti penali.
Continuano invece a mancare analisi attendibili dei pochi casi risolti in sede civile o extragiudiziale, ad esempio nel settore dell’alloggio o del lavoro. Uno studio della CFR del 2025 giunge alla conclusione che la protezione offerta dal diritto privato contro la discriminazione razziale è insufficiente. Tra le principali sfide individuate figurano l’elevato onere della prova, lo scarso effetto deterrente delle indennità e diversi ostacoli strutturali. Tra le raccomandazioni formulate dalla CFR vi sono l’alleviamento dell’onere della prova, l’introduzione di una procedura di conciliazione gratuita e chiari divieti di discriminazione. La Commissione sottolinea inoltre che una legge sulla parità di trattamento o contro la discriminazione potrebbe rafforzare la sicurezza giuridica. Da un confronto con altri Paesi europei emerge inoltre che la Svizzera accusa un ritardo nella protezione contro la discriminazione nel diritto civile.
Attualmente i corpi di polizia non registrano i reati a sfondo razzista in maniera uniforme. Il rapporto di riferimento sul monitoraggio della discriminazione razziale e antisemita (2025) mette in evidenza differenze cantonali sia nella documentazione dei reati di matrice razzista sia nella registrazione della profilazione razziale e degli atti di violenza razziale da parte della polizia. Nemmeno i motivi di odio che sfociano in reati generici, come le lesioni personali o i danneggiamenti, sono registrati ovunque in modo sistematico: il 37 % dei corpi di polizia interpellati registra i motivi di odio razziale che esulano dal campo di applicazione dell’articolo 261bis CP, il 15 % lo fa in parte e il 48 % non effettua alcuna registrazione di questo tipo. Le richieste avanzate a livello internazionale e in seno al Parlamento al fine di cambiare questa situazione sono rimaste finora, almeno in parte, insoddisfatte. Nel 2025, nel quadro della strategia nazionale contro il razzismo e l’antisemitismo, il Consiglio federale ha raccomandato alla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera CCPCS di attuare misure concrete per migliorare la registrazione degli episodi di razzismo e antisemitismo.
Per quanto riguarda i media, assumono rilevanza gli episodi classificati come casi di odio razziale o discriminazione (razziale) dall’Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva AIRR e quelli classificati come casi di discriminazione (razziale) dal Consiglio svizzero della stampa. Il loro numero è stabilmente basso (AIRR 2022: 3 casi, 2021: 3 casi; Consiglio della stampa 2022: 0 casi, 2021: 1 caso).
Maggiori informazioni
Sito web del SLR
- Fonti e metodi
- Glossario
- Studio sul razzismo strutturale, che illustra il problema in diversi ambiti della vita
- Servizi di assistenza e consulenza e guida giuridica, in cui sono descritte tra l’altro le possibilità che le vittime hanno per difendersi
- Dossier sulla politica d’integrazione e la protezione dalla discriminazione
Altri siti web
- Polizia cantonale di Basilea Città: Studio benchmark sui crimini d’odio (PDF). Silvia Staubli, Anna Grüninger e Jonas Hagmann (2023), Benchmark «Hate Crimes»: Erfassung von potenziellen Hassdelikten bei Polizeikorps in der Schweiz, in Süddeutschland und in Frankreich.
- Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva AIRR, che registra separatamente tutti i casi di discriminazione razziale
- Consiglio svizzero della stampa, che rileva anch’esso i casi di discriminazione razziale

Chi si discrimina?
Per svariate ragioni, è difficile tracciare un quadro preciso delle persone discriminate. La loro nazionalità, il sesso, l’età o altre caratteristiche forniscono tuttavia degli indizi.

Dove si discrimina?
La discriminazione razziale si manifesta negli ambiti più diversi. Poco importa che la si subisca sul lavoro o nella vita notturna: la discriminazione lascia sempre il segno.

Come si discrimina?
Attacchi verbali, scritti diffamatori, discriminazioni strutturali o addirittura aggressioni fisiche: la discriminazione razziale ha molte facce.

Chi discrimina?
È difficile farsi un quadro preciso degli autori di discriminazione: o non vengono rilevati dati, oppure questi ultimi sono confidenziali. Qualche indizio emerge dall’analisi dei reati.

Atteggiamenti
Nazionalità, appartenenza etnica, religione, lingua, colore della pelle: molte persone sono infastidite dalla diversità. Ma molte di più ritengono che la discriminazione razziale sia un problema serio.